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Un hobby di Lacan

MELMAN Charles
Date publication : 03/07/2019

 

Un hobby di Lacan

Lacan era strambo: credeva in ciò che faceva. L’idea che fosse l’ordine del linguaggio a causare il disordine del mondo lo tormentava abbastanza per volerlo comunicare al prossimo. Ci passava i giorni e le notti, bruciando le amicizie pur di preservare il carattere tranchant della scoperta, sballottato fra la passione e l’odio transferali da lui provocati, denunciato da Sylvia per il suo donchisciottismo, trattato con timore dalle proprie amanti, divorato e tradito dagli allievi che aveva con tanta cura tirato su, maledetto o ridicolizzato dai suoi pari, mantenuto a distanza da Jakobson dal quale sperava una revisione linguistica, messo all’indice da Lévi-Strauss che non gli perdonava, come se lui fosse il Maître assoluto, il suicidio dell’allievo preferito. Conclusione: bisognava avere un fottuto carattere per tenere duro! Un santo, mi direte, se non che nel suo caso la causa è afona e cieca.

Sì, penserete con un pizzico di malizia: tutti quei colpi…, di certo ci godeva, li ricercava. Non più di quanto il masochismo ordinario non conduca uno psicanalista, pretesto destinato ad essere evacuato per diventare postesto. E se non ci state, fate un altro mestiere: il giardinaggio, la maglia, turandovi le orecchie.

Buone vacanze!

Charles Melman

26 giugno 2019

 

Traduction en italien par Janja Jerkov

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