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La strada laterale di Lacan

MELMAN Charles
Date publication : 13/04/2018
Dossier : Traduction éditoriaux

 

La mattina, fresca e assolata, di un sabato di luglio (doveva essere il 1972 o il 1973), Lacan convocò alcuni allievi nel suo studio. Li ricevette uno dopo l’altro, ancora in pigiama nel letto della stanza adiacente, una pellegrina di maglia sulle spalle e un libro nel grembo, per esigere da loro un lavoro da consegnargli di lì a otto giorni. Si poteva cogliere nell’urgenza della domanda il requisito indispensabile per la prosecuzione del suo insegnamento. Certamente Lacan si stupiva che il formidabile rimescolio da lui operato provocasse forse il capogiro, ma non la bava alla bocca.

Due punti almeno avrebbero potuto far agitare gli apprendisti sottufficiali di marina:

1)   La dimostrazione che l’Inc non si riduce alla bolla del lapsus o dell’atto mancato, ma dirige integralmente i comportamenti

2)   La determinazione della vita psichica, cosciente o no, da parte dell’ordine del linguaggio.

Il sottrarsi degli eletti convocati quel giorno da Lacan condizionò certamente lo stile successivo del Seminario, sempre meno udibile e sempre più figurato, in associazione con dei topologi che non ci capivano niente, ma avevano almeno qualche risposta.

Non si può negare che la nostra Associazione, almeno nel suo complesso, abbia da allora consentito ciò che di per sé è qualcosa.

Ch. Melman - 4 aprile 2018

 

Traduzione : Janja Jerkov

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