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Lacan tecnico

MELMAN Charles
Date publication : 13/04/2018
Dossier : Traduction éditoriaux

 

Per assicurare la sopravvivenza della Fondation Européenne de Psychanalyse, minacciata di sparizione per mancanza di fondi, avevo proposto di tenere un colloquio in cui alcuni analizzati di Lacan venissero a parlare della sua tecnica. Ognuno conosce infatti solo la parte personale che lo riguarda e sarebbe stato interessante sapere se quei principi erano più generali.

Come spesso mi accade, ho con coraggio riferito nel mio intervento almeno due tratti inscritti nella mia esperienza personale:

1)   L’insistenza, tramite anche una vicinanza fisica, a far venire fuori la parte omosessuale associata a qualsivoglia affermazione virile;

2)   Il desiderio prodotto nell’analizzante di farsi servo del Maître.

Non pensiate che questa attesa fiduciosa di un qualche ritorno abbia avuto la minima possibilità di essere soddisfatta.

L’uditorio, per una volta finalmente numeroso, ha avuto diritto soltanto ad alcuni escamotagessenza interesse da parte dei colleghi invitati.

Bisogna tuttavia ritenere che il titolo del colloquio sia stato sufficiente a farlo sembrare valido, giacché le comunicazioni insignificanti, raccolte da Safouan, sono state pubblicate sotto il patrocinio e il nome di Alain Didier Weill, che fino a quel momento non vi aveva contributo in niente. Il mio intervento, ovviamente ritirato dagli Atti, è servito a mantenere a galla una Fondationil cui emblema, al pari di quello che avevo fin troppo conosciuto all’Ecole Freudienne, era veramente… scialbo.[1]

Il nostro amico Roland Chemama, che ne sarebbe stato successivamente posto a capo, saprà restituirle un po’ di colorito?

 

[1]Gioco di parole intraducibile fra emblème“emblema” e blême“pallido, scialbo”.

 

Traduzione : Janja Jerkov

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