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Quarant’anni

MELMAN Charles
Date publication : 26/03/2018
Dossier : Traduction éditoriaux

 

L’Association si accinge a compiere 40 anni e la questione che si pone ai suoi membri è di sapere se essa nel prosieguo continuerà ad essere in grado di assicurare il mantenimento e il progresso della propria disciplina.

Se guardiamo alla sua storia, appare evidente che tale disciplina suscita almeno due tipi di rivolta. L’una diretta contro chi è supposto in quel momento incarnarla, anzi che viene a tal fine delegato e che sarà condannato perché non garantisce la promozione narcisistica che ogni gruppo umano si attende. L’altra è legata al fatto che la psicanalisi non conosce causa comune, giacché ognuno si regge sulla causa individuale del proprio fantasma – fatto che, d’altro canto, la cura ha incoraggiato.

In queste condizioni, la comunità analitica tiene solo se si condivide un’etica, non quella dell’accettazione stoica di uno zero (lékton) federatore, ma il riconoscimento del fatto che il culto dell’Uno è decisamente separatore.

Come ho osservato nel corso delle Giornate sui migranti, che non a caso hanno riunito solo una metà dell’Associazione, il potere di esclusione dell’Uno inizia all’interno stesso della famiglia, la quale ha soltanto un’unica insegna da trasmettere: quella di colui che, nelle nostre famiglie imbastardite, gli eredi si disputeranno, foss’anche rappresentato da un servizio di forchette da ostrica.

Come può la passione clinica dei nostri colleghi psichiatri non averli portati a riconoscere che la supposizione dell’Uno nell’Altro, direttore di coscienza e contro cui si rivolta senza successo l’uno del soggetto inconscio, è un fenomeno psicotico?

Psicosi collettiva inconfutabile non appena si presenta armata, giacché a scambiare il padre simbolico per il padre reale viene abolita l’alterità a vantaggio dell’integralismo. Il non-tutto cessa allora di fare da complemento dell’Uno per diventare il Tutto, nemico e speculare.

Di tanto in tanto sorge bruscamente il carattere essenziale di quel buco nell’Altro -­ buco che il nevrotico vuole mascherare con l’affermazione della sufficienza della propria soggettività e, se fa gioco di squadra, con un Uno patrimoniale, folle.

Valuta lo psicanalista in modo adeguato l’interesse di ciò su cui deve tenere, senza che tuttavia esso faccia causa?

Ch. Melman - 17 marzo 2018

 

Traduzione : Janja Jerkov

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