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La testa fra le nuvole

MELMAN Charles
Date publication : 13/07/2017
Dossier : Traduction éditoriaux

 

È logico che, per il portatore di un semplice smartphone, la messa a disposizione della totalità dei saperi modifichi il suo rapporto con l’istanza causa del transfert. Lo smartphone sta in tasca, sempre a disposizione, sottomano ad libitum, come se quello che un tempo era il Maître fosse ora un servitore a pieno tempo.Possiamo così avere un’idea di quanto non possa capirci l’alunno che rimproveriamo per il suo copia-incolla – situazione che tuttavia discende dal servizio che quell’alunno potrebbe legittimamente attendersi dallo strumento, un po’ come facciamo noi con il tè delle 5.00.Almeno due conseguenze si palesano. La prima è che il sapere assume un carattere di estraneità, non più un carattere di Altro. La seconda è che il fatto di potersene impadronire può comportare il rischio di una de-soggettivazione nel rapporto con il padre.Ultima questione (ed è fondamentale): riesce ancora la dimensione Altra a mantenersi al di là della presentificazione nell’ambiente di elementi positivi in grado di suscitare e soddisfare il desiderio ?Si obietterà che giochiamo sulla confusione tra sapere (inconscio) e conoscenze (acquisite). Ma di fatto non c’è voglia di conoscenza senza transfert sul sapere. E laicizzando quest’ultimo, l’attualità tecnologica lo priva di ogni finalità riducendolo a mero strumento.Come uscirne?Charles Melman 22 giugno 2017 Traduzione : Janja Jerkov

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