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Safouan revizor (it)

MELMAN Charles
Date publication : 28/06/2017
Dossier : Traduction éditoriaux

 

Al banco del nostro amico Tschann l’ultimo libro di Safouan. Reca il titolo sobrio, ma preciso: La psicanalisi e come sottotitolo: scienza, terapia, causa. Impressionante, addirittura entusiasmante.

Evidentemente, se cominciamo a sfogliarlo, ci accorgiamo che si tratta non tanto della psicanalisi quanto di uno sguardo su di lei, e da un punto di vista particolare: la solita storia. Una risposta amichevole dirà che abbiamo qui a che fare con il punto di vista del buon senso, necessariamente quello del pubblico più ampio dei lettori cui ci si rivolge e che si è costretti a condividere per farsi riconoscere. Così lo si scandalizzerà insistendo, per esempio, sui misfatti del transfert, alienante, folle, come lo alimentavano Lacan o i suoi cattivi allievi. Lui, Safouan, ha sempre privilegiato la temperanza, virtù di sempre, facendo la propria analisi alla SPP,(1) smettendo di frequentare il Seminario dopo qualche anno e avvicinandosi a Lacan solo per parlare di lavoro, nei controlli.

La costatazione tanto più colpisce. Lacan era un genio!, in quanto clinico, ovvio. Il resto, ossia quello che è venuto raccontandoci sul linguaggio, dipende dalla filosofia di sempre, molto interessante naturalmente.

Il giovane emigrato, spedito in Occidente nel 1946 per formarsi alla filosofia (la sua meta originaria era Cambridge) con l’obiettivo di tornare a insegnare al Cairo, ha avuto la fortuna di seguirlo, di frequentare i migliori. E anche di conservare la saggezza – novello Ulisse – imbarcata al momento di salpare.

Quale? Durante una conversazione avuta con un giornalista della rivista “Méditerranéen” si dichiarò nazionalista arabo.

Il problema del nazionalismo, come si sa, è quello del suo rapporto con la verità: è vero ciò che esso dichiara tale e che diventa indiscutibile. Oltre al fatto che questo tipo di transfert resiste a ogni cura ed è addirittura idiosincratico con la sua messa in causa all’interno di una psicanalisi.

Capiamo così meglio i sottotitoli del libro, purtuttavia debitamente asseriti.

Scienza: di certo la psicanalisi non lo è. Se l’inconscio è effetto di un’etica, la sua interpretazione non lo è di meno, di modo che la soggettività dell’operatore è sempre coinvolta nella cura.

Terapia? Sappiamo che non lo è e, qualora occorresse, il libro ne è la dimostrazione. Che cosa ha mai cambiato la psicanalisi rispetto a ciò che l’autore del libro già sapeva?

Causa? Ebbene, sì, fa parlare (2) e perfino scrivere, quando capita anche pubblicare.

Fra i voti buoni e cattivi distribuiti dunque da Safouan (il suo libro è tutto una classifica) alla fine mi ritrovo con il peggiore.

Se Safouan ha per ognuno la cortesia tutta british di un giudizio sfumato, con uno spiccato senso dell’understatement, io sono invece definitivamente e integralmente cattivo. Se avesse frequentato un pochino di più il Seminario avrebbe però saputo che era meglio non mettermi in quel posto, che è anche il più prezioso.

Sure, Safouan, lui is too much.

(1) Sigla per la Société de Psychanalyse de Paris, membro dell’IPA e abbandonata da Lacan con altri nel 1953.

(2) Gioco di parole intraducibile fra cause “causa” e causer “chiaccherare, parlare”.

Ch. Melman

22 giugno 2017

Traduzione : Janja Jerkov

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